Il nostro commento
al
DECRETO-LEGGE 30 settembre 2005, n. 203
Dal punto di vista politico, rimandandovi comunque
alle prese di posizione già assunte, evidenziamo come la
manovra non dia alcuna risposta alle esigenze della PMI
e al comparto del turismo.
Siamo inoltre fortemente preoccupati per le conseguenze che si
potranno registrare in materia di tariffe pubbliche e tariffe
locali.
La manovra non sembra in grado di sostenere adeguatamente
i consumi, il Mezzogiorno e le attività produttive
preordinando i relativi stanziamenti nel prossimo triennio.
La situazione dei conti pubblici resta critica: il deficit
rischia di superare a fine anno il 5% del prodotto interno lordo.
La legge finanziaria comprende anche alcuni interventi sulle entrate
(giochi e scommesse), oltre ad una nuova tassa sulle istallazioni
di reti. La seconda parte della manovra è attuata con un
decreto legge in materia fiscale, il cui gettito netto dovrebbe
essere di 4,7 miliardi nel 2006, 5,9 miliardi nel 2007 e 5,6 miliardi
nel 2008.La manovra prevede anche un intervento a favore della riduzione
di un punto del costo del lavoro (2 miliardi) oltre a proroghe di
agevolazioni fiscali vigenti per oltre un miliardo.
Nel complesso la manovra appare:
a) fragile dal punto di vista contabile, in quanto
gran parte delle maggiori entrate attese si basano su previsioni
eccessive di recupero di gettito evaso;
b) poco produttiva sul piano dello sviluppo e del mezzogiorno,
tema sul quale si propone soltanto la creazione di una banca di
sviluppo;
c) iniqua sul piano distributivo in quanto trasferisce
risorse alla grande impresa, togliendole alle PMI, l’unico
comparto in grado di rispondere alle fasi di recessione e di ristagno
dell’economia;
d) poco incisiva sui prevalenti fattori di squilibrio strutturale
della spesa corrente, tra cui sanità e previdenza.
Il testo del Decreto Legge 203 del 30 settembre 2005
|