| Natale: 125
milioni in meno per i regali
Natale freddo sul fronte dei regali. Gli italiani,
preoccupati della propria situazione economica, orientano la tredicesima
(31 miliardi di euro) soprattutto a spese necessarie per la casa
e per la famiglia cui destinano circa un 12 miliardi dei 16 che
andranno in acquisti (1,8 miliardi di euro in più rispetto
allo scorso anno).
Emerge con evidenza la voglia di un Natale più
spartano, con meno addobbi e strenne, con un occhio sempre al portafogli
e l’altro alle offerte speciali.
E’ questa, in sintesi, l’immagine fotografata dalla
consueta indagine previsionale sui consumi per Natale e Capodanno
prossimi da Swg-Confesercenti .
Qualche viaggio in meno (-2%), qualche sacrificio in più
per coniugi e bambini su cui si risparmierà qualcosa per
i regali, qualche albero di Natale in meno nelle case e un po’
di risparmio per pranzi e cenoni (in media 9 euro in meno per il
24 ed il 25 e 6 per Capodanno), sono i sintomi di un evidente malessere
e preoccupazione per il futuro.
Dopo i sacrifici passati per estinguere i vecchi
debiti ed evitare di crearne di nuovi, gli italiani sono dunque
disposti a spendere qualcosa in più, ma solo per la casa
e la famiglia. Andranno finalmente in pensione la lavatrice esausta
o il televisore che da un anno “spara” il verde o arriverà
la macchina nuova, magari ricorrendo ancora una volta al credito
al consumo che offre numerosissime ed attraenti condizioni, con
tassi vantaggiosi e pagamenti iper-dilazionati. A farne le spese,
le tradizionali strenne natalizie, meno numerose o più economiche
(sotto l’albero ci saranno quest’anno125 milioni di
euro in meno).
Tra risparmi sui regali e minore spesa per conti
in sospeso e rate (un miliardo e 594 milioni di euro) per la casa
e la famiglia quest’anno passeranno dalle buste paga ai negozi
un miliardo e 835 milioni di euro.
Senza però perdere di vista la propria situazione finanziaria,
la perdita di potere d’acquisto ed il carovita che per il
65% del campione (49% lo scorso anno) rappresentano le preoccupazioni
più rilevanti, prima ancora del terrorismo (7% contro l’11%
del 2003), della situazione internazionale (3% contro il precedente
11%) e del posto di lavoro (9 contro 10%).
I capi d’abbigliamento saranno
decisamente i prodotti più gettonati (32% della spesa), sia
per la voglia di rinnovare il guardaroba, sia perché gli
accessori (guanti, sciarpe, cravatte) rappresentano una buona soluzione
per regali a costi contenuti. In seconda posizione i giocattoli,
seguiti da libri, elettrodomestici, mobili e prodotti tecnologici
(audio, video, telefonia, tv, computer).
I bambini, pagheranno anche loro
un piccolo tributo: i regali ci saranno, ma saranno un po’
meno costosi dello scorso anno. Le novità editoriali, da
regalare e da regalarsi, si scontreranno con le ultimissime tecnologie.
Tra le più ricercate i telefonini, un settore di mercato
che già lo scorso anno sembrava ormai saturo, e che invece
saranno tra i prodotti più gettonati (34%) dagli appassionati
dell’hi-tech: dopo gli sms, gli mms, i lettori mp3, le fotocamere
digitali, i nuovi modelli incorporeranno mini televisori e consentiranno
le videochiamate. I televisori a cristalli liquidi, insieme agli
ormai anziani apparecchi al plasma, nonostante i prezzi ancora sostenuti
andranno quanto quelli tradizionali, mentre i computer da tavolo
assisteranno in disparte all’exploit dei portatili, più
tecnologici, pratici e accattivanti.
Quanto alle “vittime” dei tagli alle
spese per regali, amici e parenti, nonostante un leggero miglioramento,
continuano ad essere i più penalizzati, seguiti da coniugi
e partners ai quali andrà un po’ peggio dello scorso
Natale. Anche ai bambini, come si è detto, verrà dedicato
qualche soldo in meno: il 7% del campione ha infatti affermato che
limiterà le spese sulle strenne per i più piccoli.
Non cambieranno poi di molto le scelte sui
modi ed i luoghi in cui trascorrere le feste: a Natale
la stragrande maggioranza (93% contro il 96% del 2003) rimarrà
in casa propria o si recherà da parenti o amici, mentre soltanto
un 2% andrà al ristorante. Bassissima poi la percentuale
di coloro che andranno in vacanza in Italia (1%) o all’estero
(1%).
Tavole imbandite come da tradizione la sera del 24 ed il 25 per
pranzo, ma con qualche stravizio in meno: aumenta dal 39 al 46%
la percentuale di coloro che spenderanno fino a 75 euro, mentre
scende il numero di quelli che destineranno a spese gastronomiche
da 76 a 250 euro. Resiste invece uno “zoccolo duro”
di gaudienti (5%, come lo scorso anno) che destinerà ai piaceri
del palato dai 250 ai 500 euro.
E per Capodanno, sale all’85% (82% lo scorso San Silvestro)
la percentuale di coloro che resteranno a casa o andranno da parenti
e amici, mentre resta pressoché invariata quella di coloro
andranno al ristorante (4%), in discoteca (3%), in vacanza in Italia
(3%) o all’estero (3%).
Pochi i ritocchi al budget per il cenone di fine anno: saranno un
po’ meno quelli che spenderanno tra i 126 ed i 500 euro per
festeggiare a tavola. Infine, i fuochi d’artificio: l’83%
ne farà a meno, e tra coloro che faranno fuoco e fiamme alla
mezzanotte del 31, l’86% non spenderà più di
75 euro.
L’indagine Swg-Confesercenti,
dopo aver fatto i conti in tasca agli italiani per le festività,
ha cercato di scoprire il loro sogno nel cassetto, ciò che
più di ogni altra cosa vorrebbero vedere realizzato: il viaggio
intorno al mondo è il più ricorrente ed accomuna il
29% degli intervistati, seguito dalla casa al mare (17%), una crociera
(13%), la casa in montagna (9%), un’auto di grossa cilindrata
(5%) e così via. Soltanto l’1% spera una vincita al
lotto o in una maggiore disponibilità economica: ma quando
si tratta di sognare, i soldi non servono.
“Il prossimo Natale – sottolinea il
presidente della Confesercenti – sarà
all’insegna dell‘essenziale, no al superfluo’.
Le difficoltà dell’economia e le prospettive zoppicanti
del prossimo anno, frenano disponibilità ed entusiasmo. Un
Natale piatto che, raffrontato con quello negativo dell’anno
precedente, non fa ben sperare. Non ci fa ben sperare nemmeno la
legge finanziaria in discussione in Parlamento”.
“Per questo – conclude Venturi – chiediamo una
maggiore spinta per rendere più competitivo il sistema Paese
e per rilanciare la fiducia dei consumatori, destinando più
risorse alle famiglie meno abbienti”.
Spese di Natale- file PDF- 128Kb
Tredicesime e consumi- file PDF- 45Kb
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